lunedì 16 settembre 2013

Torneo di calcetto e di ping-pong



Un’occasione per me molto significativa che ha fatto si che la relazione con i ragazzi detenuti diventasse più concreta, è stata l’organizzazione e l’esecuzione del Torneo di Calcetto e di Ping-pong. Esso, con la collaborazione di una ragazza di servizio civile, mi ha visto attiva in prima persona sia nell’organizzazione che alla messa in atto. Perché torneo di calcetto e di ping-pong? All’interno della stanza denominata palestra, dove i ragazzi, oltre ad un piccolo cortile, possono stare durante la giornata, ci sono vari calcetti e un ping-pong. Abbiamo così pensato, visto che il giocare a queste due attività è per i ragazzi l’unico passatempo all’interno dell’Istituto, di fare due tornei, con le relative regole, perdite, vincite. Esso è stato pensato ed eseguito come attività per le vacanze natalizie, poiché in quel periodo le lezioni scolastiche e le varie attività erano sospese. Prendendo in considerazione entrambi i giochi abbiamo fatto si che partecipassero tutti i ragazzi dell’Istituto, sia a chi piaceva giocare a calcetto e sia a chi piaceva giocare a ping-pong. Il fatto di far rispettare delle regole, i turni di gioco senza prevaricare su altri all’interno di un ambiente dove le tue libertà individuali sono fortemente compromesse, anche per un semplice torneo di calcetto e di ping-pong può diventare difficile. Posso però rendermi soddisfatta di com’è andata perché siamo riuscite a portarli a termine positivamente, facendo giocare tutti senza alcun tipo di problema. Nel giorno in cui abbiamo fatto le finali dei due tornei con le relative premiazioni, abbiamo organizzato un piccolo rinfresco, coinvolgendo così anche gli operatori dell’Istituto (educatori, agenti di polizia penitenziaria).

sabato 14 settembre 2013

Due percorsi paralleli: il giornalino "Innocenti Evasioni"


L’altra grande attività, parallela al laboratorio delle video-inetrviste, facente parte anch'essa del progetto "Voci di fuori, voci di dentro" era quella della redazione di un giornalino dell’Istituto, Innocenti evasioni. Essa si svolgeva ogni mercoledì pomeriggio e vedeva la partecipazione come per le video-interviste di alcuni ragazzi dell’I.P.M. e di altri esterni (diversi da quelli della prima attività), coordinati dalla ragazza di servizio civile e, nei mesi nei quali seguivo l’attività, anche dalla sottoscritta.
Il giornalino era composto da articoli di vario genere, da esperienze vissute, a interviste, a semplici pensieri personali, tutto questo per raccontare e documentare il lavoro del progetto “Voci di fuori, voci di dentro”, offrendo stimoli e occasioni di confronto nell’approfondimento dei temi trattati. Il primo numero apre il confronto sul lavoro minorile tra opportunità e sfruttamento, con le considerazioni dei ragazzi della redazione veicolate da parole e immagini.
Copertina del primo numero del giornalino "Innocenti Evasioni"

venerdì 13 settembre 2013

Due percorsi paralleli: le Video-interviste


Il laboratorio delle Video-Interviste era un’attività che si svolgeva ogni martedì pomeriggio, vedeva la partecipazione di alcuni ragazzi dell’Istituto, i ragazzi delle scuole esterne, coordinati da due professori della scuola dell’I.P.M., la coordinatrice dell’area pedagogica, una ragazza che svolgeva servizio civile all’interno dell’Istituto e saltuariamente la responsabile del C.S.V. (Centro Servizio per il Volontariato). Negli incontri si sviluppava la traccia di una “storia”, legata ogni mese a un diritto diverso, che veniva messa dagli stessi ragazzi partecipanti sotto forma di scenetta con annessa la recitazione e le relative riprese (fatte da dei volontari esterni esperti). Questa breve storia recitata era priva di un finale, questo perché si era deciso che venissero ipotizzati due finali diversi, uno fatto dai ragazzi dell’I.P.M. e uno fatto dai ragazzi esterni delle scuole. I finali, che anch’essi venivano messi sotto forma di video, venivano mostrati durante la giornata conclusiva del percorso (la classe che aveva fatto il video finale avecva il permesso di entrare in Istituto) e si aveva la possibilità di ripercorrere e approfondire ulteriormente tutti gli argomenti trattati, con una condivisione piena tra tutti i soggetti coinvolti.

mercoledì 11 settembre 2013

Il progetto "Voci di fuori, voci di dentro"


Un progetto molto significativo, all’interno del quale venivano svolti due percorsi paralleli molto importanti, è il progetto “Voci di fuori, voci di dentro”, organizzato dal Centro di Servizio per il Volontariato di Treviso (C.S.V.) in partnership con l’Ufficio Scolastico Territoriale XI e l’I.P.M. di Treviso, con il supporto delle associazioni Amnesty International e NATs per…; tale progetto aveva una durata complessiva di sette mesi. Esso era un’esperienza formativa attiva che si basa sul confronto tra studenti delle scuole superiori della provincia e i ragazzi detenuti all’interno dell’I.P.M.. Il cuore del progetto si basava nell’incontro faccia a faccia tra mondi di vita differenti, che permetteva lo scambio di pensieri e riflessioni intorno a tematiche comuni, ma che soprattutto consentiva ai ragazzi coinvolti (di fuori, come di dentro) di lavorare su aspetti importanti del vivere nel mondo con gli altri, e del vivere in un contesto sociale più ampio, contribuendo a promuovere il senso di cittadinanza attiva che si esplica anche attraverso l’educazione alla legalità. Tutto questo, attraverso un confronto continuo e diretto tra i ragazzi (pur considerando i vincoli imposti da un regime di restrizione della libertà individuale), con la costante presenza di educatori, docenti e volontari.
Andando più nello specifico, il percorso era a numero chiuso, come già detto coinvolgeva i ragazzi detenuti dell’I.P.M. e gruppi di ragazzi e ragazze (max5/6) provenienti da Istituti superiori della provincia, preferibilmente di classe quarta. Il tema principale che faceva da filo conduttore per i due percorsi presenti all’interno del progetto, era quello del lavoro minorile e delle sue molteplici implicazioni anche in correlazione ad altri diritti (affetti, istruzione, tempo libero, salute, vita dignitosa, protezione minori, non discriminazione, ecc..); i ragazzi sia interni che esterni, si confrontavano su storie di vita, che invitavano alla riflessione e all’approfondimento a livello culturale, e ancor prima emotivo. Mentre il lavoro in I.P.M. tra docenti e ragazzi era costante durante tutto il percorso (quindi i ragazzi detenuti approfondiscono tutte le tematiche dell’annualità), il lavoro nelle classi si svolgeva a “staffetta”, cioè una classe alla volta lavorava sulla singola tematica scelta per circa un mese. Lo spazio di confronto tra i ragazzi si nutre di riflessioni scritte, narrate, testi, storie, elaborazioni grafiche, pittoriche, video e audio.
Nei prossimi post verranno spiegati i due percorsi paralleli di questo progetto.

lunedì 9 settembre 2013

Gli appuntamenti fissi della settimana

Prima di prendere parte attivamente alle diverse attività formative dell'Istituto e prima di cominciare la conoscenza con i ragazzi detenuti, ho preceduto il tutto da uno studio e da una comprensione di alcune normative inerenti al contesto (durato circa otto giorni).
Le settimane erano scandite da appuntamenti fissi e da altri più saltuari: ogni mercoledì mattina partecipavo alla riunione d'equipe degli educatori, nella quale, con la presenza anche della psicologa dell'Istituto, si discutevano i casi personali dei ragazzi detenuti e i progetti educativi già attivi o da attivare all'interno dell'I.P.M.; ogni venerdì mattina assistevo alla riunione d'equipe dei professori della scuola, nella quale si parlava anche in essa dei singoli casi dei ragazzi trattando però la questione scolastica, ad essa erano presenti anche gli educatori e la psicologa; sempre il venerdì mattina, dopo la riunione d'equipe con i professori, prendevo parte ad un'altra attività, affiancando una ragazza volontaria, "l'Attività Pittorica". Questo "laboratorio" vedeva la partecipazione di cinque/sei ragazzi detenuti.
All'interno dell'Istituto Penale è attivo un progetto molto significativo, all'interno del quale vengono svolti due percorsi paralleli molto importanti, ogni martedì pomeriggio si svolgeva il laboratorio delle Video-Interviste e ogni mercoledì pomeriggio si riuniva la redazione del giornalino dell'Istituto, "Innocenti Evasioni". Di questo progetto parlerò nel prossimo post, approfondendo in che cosa consistono i due percorsi paralleli.
Questi appena elencati sopra erano gli appuntamenti più significativi della settimana.

domenica 8 settembre 2013

Motivazioni alla scelta dell'ente e ambiti di inserimento

Perchè fra tanti enti proprio il carcere?!...questa è stata una delle domande più frequenti che mi è stata posta durante e al termine del mio tirocinio. Le motivazioni che mi hanno portato alla scelta di questo ente piuttosto che un altro sono state, in primis l'interesse personale a un certo tipo di utenza, di conseguenza l'interesse ad approfondire quest'ambito lavorativo del quale, come ho già detto nel primo post, non si hanno adeguate informazioni. Un'altra motivazione che mi ha spinto ad iniziare tirocinio in I.P.M. è stata la questione dell'immigrazione, nella maggior parte dei casi, clandestina legata alla criminalità da parte dei minori (all'interno dell'Istituto Penale c'è una prevalenza di minorenni stranieri).
 
Un'altra cosa che mi ha motivato ancora di più nella scelta sono stati gli ambiti di inserimento e i compiti che avrei svolto una volta iniziato tirocinio, ovvero la partecipazione attiva alle diverse attività formative dell'Istituto; l'affiancamento ad un educatore, seguendo con lui i colloqui di prima accoglienza con il minore, la redazione di relazioni, verbali d'equipe, ecc., la condivisione e realizzazione di progetti educativi inerenti a vari ambiti (scolastico, sportivo, formazione professionale, ecc.); il sostenere colloqui con tutti gli altri collaboratori che operano all'interno dell'Istituto (medici, psicologi, volonteri, polizia penitenziaria), per apprendere oltre alle loro specifiche mansioni, anche la collaborazione che c'è fra le varie aree di lavoro presenti all'intero dell'I.P.M..
Tutte queste mansioni, che poi si sono trasformati in obiettivi da raggiungere, sono riuscita, nell'arco di tutta l'esperienza, a svolgerle tutte.



giovedì 5 settembre 2013

per capirne di più...

Com'è organizzato il Dipartimento per la Giustizia Minorile!!


Centro di Prima Accoglienza

Adiacente all'Istituto Penale per i Minorenni troviamo il Centro di Prima accoglienza (C.P.A.), facente parte anch'esso dei servizi per la giustizia minorile. Esso è una struttura penale non detentiva che ospita i minorenni in stato di fermo o arresto fino all'udienza di convalida (entro e non oltre le 96 ore). Durante la permanenza del minore all'interno del centro, l'equipe redige una prima relazione informativa sulla situazione psico-sociale del ragazzo e sulle risorse territoriali disponibili con l'obiettivo di fornire all'autorità giudiziaria competente tutti gli elementi utili a individuare, in caso di applicazione di misura cautelare, quella più idonea alla personalità del minorenne.
 
Durante la mia esperienza di tirocinio, essendo questa struttura, nel caso di Treviso, adiacente all'I.P.M., ho potuto osservare e partecipare al lavoro svolto in quest'ente.

martedì 3 settembre 2013