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sabato 14 settembre 2013

Due percorsi paralleli: il giornalino "Innocenti Evasioni"


L’altra grande attività, parallela al laboratorio delle video-inetrviste, facente parte anch'essa del progetto "Voci di fuori, voci di dentro" era quella della redazione di un giornalino dell’Istituto, “Innocenti evasioni”. Essa si svolgeva ogni mercoledì pomeriggio e vedeva la partecipazione come per le video-interviste di alcuni ragazzi dell’I.P.M. e di altri esterni (diversi da quelli della prima attività), coordinati dalla ragazza di servizio civile e, nei mesi nei quali seguivo l’attività, anche dalla sottoscritta.
Il giornalino era composto da articoli di vario genere, da esperienze vissute, a interviste, a semplici pensieri personali, tutto questo per raccontare e documentare il lavoro del progetto “Voci di fuori, voci di dentro”, offrendo stimoli e occasioni di confronto nell’approfondimento dei temi trattati. Il primo numero apre il confronto sul lavoro minorile tra opportunità e sfruttamento, con le considerazioni dei ragazzi della redazione veicolate da parole e immagini.
Copertina del primo numero del giornalino "Innocenti Evasioni"

venerdì 13 settembre 2013

Due percorsi paralleli: le Video-interviste


Il laboratorio delle Video-Interviste era un’attività che si svolgeva ogni martedì pomeriggio, vedeva la partecipazione di alcuni ragazzi dell’Istituto, i ragazzi delle scuole esterne, coordinati da due professori della scuola dell’I.P.M., la coordinatrice dell’area pedagogica, una ragazza che svolgeva servizio civile all’interno dell’Istituto e saltuariamente la responsabile del C.S.V. (Centro Servizio per il Volontariato). Negli incontri si sviluppava la traccia di una “storia”, legata ogni mese a un diritto diverso, che veniva messa dagli stessi ragazzi partecipanti sotto forma di scenetta con annessa la recitazione e le relative riprese (fatte da dei volontari esterni esperti). Questa breve storia recitata era priva di un finale, questo perché si era deciso che venissero ipotizzati due finali diversi, uno fatto dai ragazzi dell’I.P.M. e uno fatto dai ragazzi esterni delle scuole. I finali, che anch’essi venivano messi sotto forma di video, venivano mostrati durante la giornata conclusiva del percorso (la classe che aveva fatto il video finale avecva il permesso di entrare in Istituto) e si aveva la possibilità di ripercorrere e approfondire ulteriormente tutti gli argomenti trattati, con una condivisione piena tra tutti i soggetti coinvolti.

mercoledì 11 settembre 2013

Il progetto "Voci di fuori, voci di dentro"


Un progetto molto significativo, all’interno del quale venivano svolti due percorsi paralleli molto importanti, è il progetto “Voci di fuori, voci di dentro”, organizzato dal Centro di Servizio per il Volontariato di Treviso (C.S.V.) in partnership con l’Ufficio Scolastico Territoriale XI e l’I.P.M. di Treviso, con il supporto delle associazioni Amnesty International e NATs per…; tale progetto aveva una durata complessiva di sette mesi. Esso era un’esperienza formativa attiva che si basa sul confronto tra studenti delle scuole superiori della provincia e i ragazzi detenuti all’interno dell’I.P.M.. Il cuore del progetto si basava nell’incontro faccia a faccia tra mondi di vita differenti, che permetteva lo scambio di pensieri e riflessioni intorno a tematiche comuni, ma che soprattutto consentiva ai ragazzi coinvolti (di fuori, come di dentro) di lavorare su aspetti importanti del vivere nel mondo con gli altri, e del vivere in un contesto sociale più ampio, contribuendo a promuovere il senso di cittadinanza attiva che si esplica anche attraverso l’educazione alla legalità. Tutto questo, attraverso un confronto continuo e diretto tra i ragazzi (pur considerando i vincoli imposti da un regime di restrizione della libertà individuale), con la costante presenza di educatori, docenti e volontari.
Andando più nello specifico, il percorso era a numero chiuso, come già detto coinvolgeva i ragazzi detenuti dell’I.P.M. e gruppi di ragazzi e ragazze (max5/6) provenienti da Istituti superiori della provincia, preferibilmente di classe quarta. Il tema principale che faceva da filo conduttore per i due percorsi presenti all’interno del progetto, era quello del lavoro minorile e delle sue molteplici implicazioni anche in correlazione ad altri diritti (affetti, istruzione, tempo libero, salute, vita dignitosa, protezione minori, non discriminazione, ecc..); i ragazzi sia interni che esterni, si confrontavano su storie di vita, che invitavano alla riflessione e all’approfondimento a livello culturale, e ancor prima emotivo. Mentre il lavoro in I.P.M. tra docenti e ragazzi era costante durante tutto il percorso (quindi i ragazzi detenuti approfondiscono tutte le tematiche dell’annualità), il lavoro nelle classi si svolgeva a “staffetta”, cioè una classe alla volta lavorava sulla singola tematica scelta per circa un mese. Lo spazio di confronto tra i ragazzi si nutre di riflessioni scritte, narrate, testi, storie, elaborazioni grafiche, pittoriche, video e audio.
Nei prossimi post verranno spiegati i due percorsi paralleli di questo progetto.